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lunedì 10 ottobre 2016

15 stereotipi del western

I film western, come i film in generale, sono pieni zeppi di clichè e stereotipi che spesso li contrassegnano indissolubilmente. Sono quegli elementi che gli spettatori pretendono perché non perdano l’appiglio all’ambientazione e perché non vengano delusi da ciò che sono abituati a vedere (come gli inseguimenti nei film d’azione o il bacio sotto la pioggia nei film romantici, per esempio). Certo, i clichè tali lo sono diventati nel corso dei decenni, perché non sono nati già clichè. Fino agli anni ‘60, per esempio, il messicano ghignante e sporco non era ancora una figura ricorrente, ma lo diventò appena passato il periodo degli spaghetti western, dove questo personaggio veniva utilizzato praticamente in ogni film (a cominciare da quelli di Sergio Leone); nel western americano raramente viene utilizzato, persino tutt’ora.

Nella lista che segue ho raccolto ed elencato (per il materiale si è rivelato utilissimo il mitico forum di farwest.it), senza un ordine preciso, 15 tra i clichè meno noti rispetto al classico duello e alla classica rissa nel saloon ma decisamente riconoscibili anche – anzi, soprattutto – dai non appassionati del western, che alla domanda “Cosa ti fa venire in mente il western?”, rispondono sempre snocciolando una lista di stereotipi, di cui quelli che seguono sono solo una minima parte (non sono esclusi in futuro ulteriori articoli per approfondire l'argomento). Solo in pochissimi casi ho spiegato la differenza con la realtà (anche perchè molti clichè sono inventati di sana pianta per questioni narrative e di spettacolo, senza quindi avere una base di raffronto), lasciando solo la descrizione e l'utilizzo dello stereotipo.
Questi elementi non sono esclusivi del cinema ma sono utilizzati anche da letteratura (per fare un esempio, nei romanzi di Louis L'Amour ne trovate a bizzeffe) e fumetti (e chi legge Tex lo sa...).

Buona lettura!

Bicchiere di whisky al bancone
Non c’è modo di sbagliare: i personaggi al saloon, specie quelli appena giunti in paese, ordinano solo whisky o, in generale, super alcolici (tequila, bourbon, ecc.), anche dopo una lunga cavalcata sotto il sole o attraverso il deserto.

I messicani sono sempre o banditi o campesinos poverissimi
Specie negli spaghetti western. I corollari sono molteplici: i banditi hanno sempre i baffoni unti e le cartucciere incrociate sul petto, la risata grassa e solitamente sono essi stessi grassi e sporchi; i contadini vestono sempre di bianco sporco, hanno i sandali rappezzati, guidano un mulo o un carretto e stanno sempre alla fame, aiutando lo straniero per un tozzo di pane.

Un proiettile ti sbalza a dieci metri di distanza
Un clichè anche in altri generi cinematografici: un proiettile piazzato solitamente nel petto fa fare alla vittima un salto all’indietro che nemmeno una cannonata (un esempio recentissimo è nel film Jonah Hex), senza contare il corollario del grido di dolore, specie se il malcapitato precipita da una certa altezza. Nella realtà, se si viene colpiti da un proiettile ci si accascia su due piedi, senza salti o balzi di sorta.

Abitanti di un villaggio troppo codardi per reagire ai cattivi
È uno standard in quei western dove il cattivo di turno è il boss che vuole tutti i pascoli della zona. Il villaggio dove questo ha la sua base è tiranneggiato dai suoi pistoleri e gli abitanti non hanno mai il coraggio di mandare via tutti a forza di piombo caldo, ragion per cui rimangono inermi alla mercè del cattivo e aspettano che il buono venga a togliergli le castagne dal fuoco.

La prostituta dal cuore d’oro
E che alla fine si innamora dell’eroe dopo averlo aiutato e, magari, avergli salvato la vita. Vista in innumerevoli western, è una presenza costante e ormai imprescindibile anche nella letteratura. Fa da contraltare alla maestrina del paese.

Colt 45 arma standard per i western
A prescindere dal periodo e dalle condizioni economiche di chi la porta, la famosa Peacemaker è la pistola standard per i protagonisti del western. Non è assolutamente raro trovarla in quei film ambientati prima del 1873, specie in quelli precedenti agli anni ’80. Solo negli ultimi vent’anni circa, infatti, c’è stata una consapevolezza storica e gli sceneggiatori e i costumisti sono molto più fedeli alla realtà storica.
A corollario c’è anche il Winchester: in tutti i western pre 1980 circa il fucile standard era il modello 1892, anche in film (cioè il 99,9%) ambientati prima di quell’anno. Tra l’altro anche per quelli ambientati prima del 1866, dove già sarebbe un errore mostrare un Winchester qualsiasi. Per questo bisogna dare atto agli spaghetti western, che usavano quasi esclusivamente repliche dello Yellow Boy, e così andavano sul sicuro anche nei film ambientati durante la rivoluzione messicana.

I forti circondati da palizzate
E con le torrette agli angoli, e inevitabilmente assediati e assaltati dagli indiani. Uno dei clichè più duri a morire nei film western, specie nei più vecchi. Nella realtà storica pochissimi forti avevano la palizzata a proteggerli ed erano invece costruzioni con un cortile al centro e senza nessuna protezione.

Il cattivo disarmato sparandogli alla mano
Una mossa preventiva dell’eroe, che cerca sempre di non uccidere il nemico nella convinzione di consegnarlo a una “corretta giustizia”. Ma solitamente quest’ultimo tenta il tutto per tutto, usando l’altra mano, e l’eroe è costretto a farlo secco. In realtà le probabilità di colpire alla mano armata un uomo, facendogli volare via la pistola, sono pressoché remote anche per un pistolero provetto.
Corollario: il cattivo disarmato sparando alla pistola che tiene in pugno, e che se ne esce senza un graffio (solo uno stordimento alla mano). Ancora più improbabile.

La diligenza che trasporta almeno due dei personaggi standard
E cioè la giovane donna – che giunge in paese solo in due casi: a) sposare un ufficiale dell’esercito, o 2) prendere il posto di maestrina – e il rappresentante dell’Est ciccione e con la bombetta, munito di valigia e vestito con un appariscente completo a quadri. In generale nessuna delle due figure ha un ulteriore ruolo nel corso del film, tranne forse la donna che in tal caso diventa automaticamente la futura fiamma del protagonista.

Il Messico come meta dei banditi
Ogni volta che un bandito o una banda progetta un colpo, solitamente è sempre l’ultimo e dovrà concludersi in Messico, dove “spendere tutto in whisky e muchachas!”, ma principalmente dove la legge americana non può arrivare a mettergli le mani addosso. Per questo il Messico è praticamente il paese dei balocchi per fuorilegge e tagliagole, solo che generalmente questi ultimi sbagliano a fare i conti…

Indicazioni geografiche molto approssimative
Quando si fugge o ci si separa, il luogo di ritrovo è sempre un punto difficilmente raggiungibile nella vita reale. Nel senso che le indicazioni che vengono scambiate sono sempre molto generali, ad andar bene: “Ci vediamo in Messico”, “Ritroviamoci sulle colline”, “Ti aspetto lungo la pista”, “Mi accamperò oltre il fiume”. Nel West americano ci sarebbero voluti anni per ritrovarsi…

Ghost town rifugio di banditi
Per il loro pregio di essere abbandonate e soprattutto di non essere frequentate, le città fantasma solitamente vengono scelte dalle bande di fuorilegge come quartier generale, base e punto di ritrovo, per poi venir sgombrate in fretta non appena giunge voce che la legge sta per arrivare.

Il boss locale che fa di tutto per impossessarsi dei pascoli degli allevatori più piccoli
Questo è uno dei clichè che fanno il western insieme al duello e alla rissa nel saloon. Visto in innumerevoli film, il più recente è Forsaken con Kiefer Sunderland, questo clichè è stato sfruttato anche dai fumetti e dalla letteratura, tanto da diventare parte fondante del genere. Il boss è circondato dai suoi scagnozzi che non solo fanno i bulli in città contro gli abitanti ma vanno anche ad intimidire e, quasi sempre, ad ammazzare, i poveri coloni o allevatori che non hanno intenzione di vendere le loro terre al boss. La situazione non si risolve quasi mai con l’intervento della legge ma con quello di uno straniero di passaggio (l’esempio più tipico è Il cavaliere della valle solitaria)…

I personaggi (specie i “buoni”) sempre con i vestiti puliti e stirati
Specie nei film con John Wayne e James Stewart, ma in generale nei western di quel periodo. Tutti i buoni si presentano con le camicie ancora fresche di bucato, pure quando una semplice cavalcata da un capo all’altro della main street lascia come minimo un velo di polvere addosso. Ma i nostri eroi non presentano nessun granello di polvere addosso, nessuna macchia di sudore, nemmeno quando attraversano il deserto o finiscono per prendersi a botte con il cattivo tra la terra della strada. A volte solo la cavalleria subisce questa sorte e viene mostrata con le divise blu quasi irriconoscibili per via degli strati di sabbia. Chi invece è ancora immune dallo sporcarsi sono i passeggeri delle diligenze, che quando arrivano a destinazione ne scendono belli freschi e profumati, nonostante le diligenze avessero alzato più polvere di uno squadrone di cavalleria e avessero portello e finestrelle senza nessuna protezione.

Il vecchietto figura fissa in ogni villaggio
Tipico stereotipo, il vecchietto sdentato – spesso reduce della Guerra Civile, mutilato o zoppo – e alcolizzato, che vive nella stalla (e parla con la voce rauca) e sa tutto quello che succede in paese, diventando anche alleato dell’eroe. In generale questa figura può anche essere messa da parte e lasciare allo stalliere il compito di sostituirla (come in Open Range di Kevin Costner).

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