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martedì 18 aprile 2017

"Undertaker", storia di un becchino nel West [recensione]

Quante volte, da appassionati di fumetti, libri e film, e soprattutto da italiani, abbiamo bestemmiato tra i denti perchè nel nostro paese non c'era modo di trovare molti dei capolavori che all'estero facevano faville e che, soprattutto, erano considerati pietre miliari di un genere? A evitare un tale torto, almeno per una volta, ci ha pensato la Gazzetta dello Sport che, nella sua prima (la seconda è in corso) apprezzatissima collana di fumetti western "Collana Western", ha pubblicato in edizione integrale il fumetto francese Undertaker. Un regalo ai lettori, dice nell'introduzione Fabio Licari, e regalo più azzeccato non poteva essere scelto. Basti pensare, infatti, che in Francia Undertaker è considerato "il miglior fumetto western dopo Blueberry" o, comunque, il migliore degli ultimi quindici anni. Effettivamente - pur io non potendo fare paragoni con la produzione fumettistica francese degli ultimi tre lustri e non potendo perciò condividere o negare i giudizi così drastici - si vede subito che con Undertaker siamo di fronte a qualcosa di peso.

Scritto da Xavier Dorison (attivo in ogni genere, dalla fantascienza all'avventura) e disegnato da Ralph Meyer, Undertaker è la saga in due episodi di Jonas Crow, un becchino molto furbo che va in giro per il West a seppellire i morti di chi lo paga di più. L'edizione Gazzetta dello Sport raccoglie le due storie che in Francia furono pubblicate in volumi separati nel 2015. I titoli sono "Il mangiatore d'oro" (Le mangeur d'or) e "La danza degli avvoltoi" (La Danse des vautours).
Quella di Undertaker (che significa, appunto, becchino) è una cavalcata non solo inconsueta ma anche ricca di azione, umorismo e violenza. Crow deve seppellire un ricco proprietario di miniere ed è obbligato a farlo in un certo luogo a una certa ora, pena qualcosa di brutto... È accompagnato dalle domestiche del morto ed inseguito dai minatori che vogliono l'oro tutto per sè. Da questo mix Dorison dà vita ad una vicenda classica e originale al tempo stesso, dando libero sfogo anche a qualche sottotesto di natura politica e sociale (lo sfruttamento dei minatori in primis, più volte rimarcato nel corso delle pagine). Colpi di scena, ritmo e una perfetta cadenza delle tavole concludono la storia di questo anomalo personaggio - che sovverte i clichè del genere, non essendo nè un pistolero, nè uno sceriffo, nè un bandito - destinato a rimanere impresso nella mente dei lettori.

Ma i testi di Dorison, per quanto impeccabili, non renderebbero senza il supporto dei disegni. Ralph Meyer (che non conoscevo, come non conoscevo Dorison) compie un lavoro a dir poco eccezionale, aiutato anche dall'azzecatissima colorazione di Caroline Delabie. Fabio Licari ha perfettamente centrato il punto quando scrive che il tratto di Meyer "non può non ricordare Giraud, addolcito però dall'influenza [...] delle matite di Colin Wilson [...] e di Michel Blanc-Dumont". Sono decisamente d'accordo, è una sorta di incrocio che salta subito all'occhio in maniera potente. Anche la costruzione delle tavole, in piena essenza da fumetto francese, risulta avvincente e sta in linea alla sceneggiatura di Dorison agganciandovisi senza sbavature. Il West di Meyer è realistico e dettagliato, violento e ricco di sfumature. La ricostruzione delle ambientazioni è impeccabile anche tra i salti più netti come dalla pioggia al deserto e il tratto dinamico del disegnatore aggiunge ritmo e velocità a una storia in cui difficilmente troverete punti morti.

Recuperate l'albo, in qualche modo. Undertaker vi stupirà per l'effervescenza della storia e dei dialoghi, per l'umorismo, per i disegni fenomenali e per l'alta quantità di azione e di West!


 Le copertine delle edizioni originali francesi

Le copertine delle edizioni speciali originali francesi

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