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sabato 17 ottobre 2015

John Hays - Brutti, sporchi e cattivi [recensione]

1839. John Coffe Hays, capitano dei rangers del Texas, stringe un'alleanza con uno dei suoi peggiori nemici per tendere un agguato alla House of de Sol, una sanguinaria banda di Comanche. Non può immaginare però che dovrà affrontare nemici ben più temibili di un gruppo di banditi, né che scoprirà finalmente l'importanza di un dono ricevuto quattro anni prima da Samuel Colt in persona…

È questa la trama del recentissimo fumetto western proposto dall'Editoriale Cosmo. Precedentemente pubblicato dalla piccola Villain Comics, John Hays - Brutti, sporchi e cattivi è un weird western cupissimo e violentissimo, che vede affrontarsi Texas Rangers, messicani e ferocissimi Comanche dediti a sacrifici umani. Solo che non è tutto così semplice e i Rangers si troveranno presto ad affrontare un branco di affamatissimi licantropi.

Il fumetto, più lungo di una decina di pagine rispetto alla precedente edizione, è scritto da Michele Monteleone e Stefano Marsiglia ed è disegnato da Fabrizio Des Dorides.

Purtroppo l'albo non è, francamente, un capolavoro. La storia è banale, con imperdonabili errori storici (lo so che è narrativa, e per giunta horror, ma dico imperdonabili perchè se le cose sbagliate fossero state giuste la storia non avrebbe perso un grammo e anzi ne sarebbe stata avvantaggiata), le tavole a volte troppo confuse, altre troppo scure, altre invece dinamicissime con un alto grado di spettacolarità (per esempio la fuga di uno dei messicani lungo il portico del saloon e fino in strada, nel tentativo di sfuggire a una delle creature), ma purtroppo sempre con i medesimi errori storici (sulle armi - su quale tra l'altro tutta la storia si regge - in particolare).

Insomma, sarebbe potuta essere un'occasione sia per leggere un buon weird western sia per trovare nuovi spunti. Purtroppo i macroscopici errori (credo dovuti alla negligenza degli sceneggiatori in fase di documentazione) ne minano perfino la leggibilità e possono essere perdonati tramite la "sospensione dell'incredulità" solo fino a un certo punto, e con molta fatica, perchè non la giustificano: se corretti, la storia sarebbe stata più credibile senza perdere assolutamente niente.

L'edizione Cosmo è in formato 16x21 cm (a differenza di quanto scritto nella scheda sul loro sito, che riporta 12x17 cm) e di 96 pagine in bianco e nero.

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