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lunedì 28 novembre 2016

"Sentieri di sangue" di Jack Ketchum [recensione]

Nel West post guerra col Messico si aggirano strani individui che rapiscono giovani donne da offrire in sacrificio agli dei. Tre uomini e una ragazza scampata a questo supplizio si uniranno per cercare di porre fine a quest'atroce pratica.

È proprio così semplice la trama di Sentieri di sangue, il romanzo breve western-horror di Jack Ketchum che Independent Legions Publishing ha pubblicato pochi giorni fa, in versione ebook e cartacea (ne avevo dato segnalazione qui). Non c'è molto più da leggere in questa novella, che si mantiene costantemente tra un western molto blando (nelle descrizioni, nelle ambientazioni) e un altrettanto blando - ma violentissimo - splatter horror. Gli stessi personaggi sono abbozzati ma questo probabilmente a causa della trama molto minimale, un vero e proprio episodio seek, save and destroy.

I punti forti di questa novella, però, sono la sua alta leggibilità dato lo stile secco e veloce di Ketchum e la trama che cavalca dritta e senza freni, e il fatto di essere un western-horror. Le dieci illustrazioni interne di Giampaolo Frizzi a volte colgono perfettamente ciò che Ketchum evoca nella scrittura, a volte però non centrano l'obiettivo (alcune non mi sono piaciute). Lo stile di questo disegnatore non mi attira in modo particolare ma ho apprezzato molto i giochi di ombre, specie nei dettagli (i drappeggi dei vestiti, i muscoli, ecc.).

Una tirata d'orecchie però va a Ketchum, che riesce a fare un errore davvero grossolano per uno scrittore del suo calibro: inserire Winchester e Colt Peacemaker in una storia ambientata nel 1848! In realtà quelle due armi videro la luce quasi, rispettivamente, venti e trent'anni dopo i fatti narrati!

Molta azione, un po' di sangue, un'atmosfera gotica fanno di Sentieri di sangue una buona lettura di evasione per chi voglia immergersi in un West crudele, spietato e violentissimo, come ben si addice a una sua rivistazione in salsa orrorifica.

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