sponsor

sponsor

martedì 9 dicembre 2014

Bouncer, il western psicomagico

Avete presente i western di John Wayne e James Stewart, dove le strade dei villaggi sono pulite, gli eroi cavalcano al tramonto e i personaggi sono sempre inamidati anche dopo aver scavato latrine per tutto il giorno? E avete presente Tex Willer, dove il nostro è infallibile, l'unica violenza che si vede è quella di un proiettile che stende il cattivo e tutti sono con la camicia pulita? Bene, se volete sapere davvero cos'è Bouncer, dimenticatevi di tutto ciò e correte in libreria a procurarvi i tre volumi Magic Press.
Per cominciare, Bouncer è il buttafuori monco di un braccio del saloon Infierno di Barro City, cittadina di frontiera nata e cresciuta sui morti e sulla violenza. Bouncer vi arriva dopo varie peripezie familiari, a conclusione delle quali si ritrova con un braccio (il destro) in meno e tanta rabbia in corpo in più.
A raccontarci le sue avventure sono Alejandro Jodorowsky ai testi e Francois Boucq ai disegni, entrambi mostri sacri del fumetto. Jodorowsky è anche famoso per i suoi trascorsi di regista e per aver formulato il concetto di psicomagia (su cui non sono documentato).
Ma se qualcuno pensa che Bouncer sia un El Topo a fumetti, può stare tranquillo: Bouncer è molto di più, ma soprattutto è qualcosa di molto diverso.
È un western fuori dai canoni, caratteristico della visione di Jodorowsky (anche chi dello scrittore conosce solo El Topo, come me, riuscirà comunque a capire che tipo di artista è Jodo e quali sono i suoi temi e il suo stile). Metafisico, geniale, forse psicomagico, Bouncer non è nè il classico western alla Tex Willer nè quello violento alla Durango, ma è un intrico di storie di follia a cui si mischiano gli stilemi classici del genere (specie nei disegni).


Specialmente nel parco protagonisti, Jodorowsky propone personaggi tipici della sua arte: oltre al
mutilato Bouncer, ci sono nani, dottori sfigurati, giovani ermafroditi, giganti con un'ascia piantata in testa, gemelle siamesi... Nel western di Jodo solo gli indiani sembrano essere gli unici esseri umani "normali", tanto più che gli danno anche la possibilità di esplorare il mondo "altro" della magia e dello sciamanesimo.
Nelle storie di Jodorowsky non c'è spazio per il buonismo o per la pietà, i colpevoli vanno puniti senza remore o indugio, che siano veri o presunti. L'unico barlume di giustizia-quella-vera ce l'ha proprio Bouncer, che in un mondo come quello in cui è costretto a vivere insieme alla sua sfortuna e ai suoi demoni cerca di portare un minimo di tranquillità (che è ciò che anche lui cerca).
Nel corso delle storie Bouncer è costretto prima a risolvere i drammi di famiglia, legati a un grosso diamante che sembra maledetto, poi quelli della fauna che popola Barrio City. Innamorandosi più di una volta, scopando altrettanto, sfidando (e non sempre uscendone vincitore) pistoleri semiciechi, vedove fatali e sceriffi corrotti, Bouncer vive un West che non ha quasi nulla di umano, dove la vita vale un soldo bucato e dove se non c'è violenza c'è il silenzio della morte.
A dare volto, corpo e forma ai personaggi e agli ambienti di Bouncer c'è Francois Boucq, artista franco-belga che con il suo tratto realistico e vivace, e i colori applicati con maestria, dipinge perfettamente le atmosfere create da Jodorowsky, con il pregio e l'abilità, però, di innestarle in un quadro di western classico, cinematografico: se dunque i personaggi sono freaks, o comunque hanno le loro caratteristiche psicologiche ben marcate ed evidenti, il mondo in cui si muovono è il West normale, quello dei canyon e delle cittadine di legno storto, di ranch scavati nelle colline e di fiumi gelidi e praterie d'erba, oltre che di deserti infuocati e montagne quasi inaccessibili.


La migliore edizione italiana di Bouncer è quella edita da Magic Press. Si tratta di una serie di nove tomi l'editore ha pubblicato, in serie, nel corso di due anni, suddividendoli in tre volumi brossurati di grande formato a colori.
Il primo volume contiene i primi cinque episodi e si può considerare come il ciclo "familiare" di Bouncer, dove Jodorowsky ne racconta la storia e le storie legate in un modo o nell'altro alle vicende del passato.
Il secondo volume contiene due tomi (episodi 6 e 7): in queste due storie Bouncer deve vedersela con due donne e una banda di assassini guidata da Axe-Head e dai suoi cinque bambini.
Il terzo e ultimo volume raccoglie altre due storie (8 e 9) e, secondo me, è il migliore dei tre: qui Bouncer è in cerca di vendetta, e per trovarla deve entrare in un penitenziario nel mezzo del deserto, dove ha trovato rifugio e protezione l'assassino dei suoi amici. In un'ambientazione spettacolare e magistralmente resa da Boucq, che ricorda tantissimo gli spaghetti western, Bouncer dovrà recuperare l'assassino, portarlo fuori dal carcere e infine superare l'immenso e bollente deserto, cercando al contempo di sfuggire ai carcerieri che gli danno la caccia per liberare il suo prigioniero (tra l'altro, figlio del direttore del carcere). Pur essendo forse poco approfondita la parte della fuga e della marcia nel deserto, quest'ultimo albo di Bouncer è una fantastica storia western, violentissima e ricca d'azione, con dei disegni straordinari che rievocano un pezzo di West come se fosse uno dei migliori spaghetti western.

Ecco l'elenco dei volumi e delle storie contenute:


Bouncer. L'integrale. Volume 1
- Un diamante per l'aldilà
- La pietà dei carnefici
- La giustizia dei serpenti
- La vendetta del monco
- In pasto alle lupe

Bouncer. L'integrale. Volume 2
- La vedova nera
- Cuore doppio

Bouncer. L'integrale. Volume 3
- All'inferno...
- ... e ritorno

Nessun commento:

Posta un commento